Visualizzazione post con etichetta Recensioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Recensioni. Mostra tutti i post

martedì 3 novembre 2015

Maurizio Macale scrive di Sentiero #3

Maurizio Macale, noto biografo di moltissimi gruppi e artisti della storia della musica italiana, ha scritto il suo punto di vista dopo aver ascoltato SENTIERO #3. Leggi recensione di Macale qui.        

venerdì 7 maggio 2010

Recensione N°8 2010, Frammenti di storia

06 maggio 2010
Recensione del minialbum "Frammenti di storia" fatta di Chiara Marra e pubblicata su Degnidinota.

Giunge al termine il tempo in cui era un controsenso parlare di musica indie, musica emergente e autoprodotta che, lasciata fluttuante nell’etere underground finisce dopo qualche anno di diventare un piccolo cult con il suo concetto di Storia, simboli e tutti i fenomeni del caso. Bene, la resa dei conti di questo mini album dei Roccaforte porta a queste considerazioni. Andiamo con ordine.
Roccaforte, un nome una realtà multipla. 5 anni di attività attraversati dallo changé di 3 vocalist: il sottile Simone Bigliani, poi Andrea Toniato il felino del rock anni 90’ e ora l’energico e versatile Willam Lucino che si spera si incastoni definitivamente nella line up capitanata da un agguerrito e pianificatore certosino Bruno Borello per una band che mai come ora raggiunge il suo acme progressive. Formazioni in apparenza liquida, ma una grinta e un talento ruggente di grande musica che sa sempre accrescere e reinventarsi con qualità.
L’effetto Roccaforte è quello di brani che restano in mente, gli andirivieni della loro discografia (il best of dal vivo Live for Africa, l’antologia in dvd Live Al Teatro 7) hanno contribuito a ripercorrere in più forme alcuni brani resi ormai un must della band : si tratta di pezzi come La Dolce Età, Africa, Giubbotto In Pelle Nera.
Brani che, per chi ancora non conosce questa band sono a portata di mano di un colpo sicuro alla piacevolezza delle note. Non c’è momento migliore per scoprirli in toto ora che i Roccaforte hanno reso disponibile in free download tutti i pezzi della loro carriera sul loro sito ufficiale,qui.
Il mini album di 5 tracce Frammenti Di Storia è un assaggio rinnovato ai vecchi brani. E’ un passato che guarda al futuro: è la new entri William Lucino a firmare i vocalismi del restyling di pezzi culto per la band del Monferrato ormai approdata ad una ricerca progressive rock in pieno stile articolata su power rock di riff al basso e chitarra e tappeti alle tastiere firmate dal sapiente Michele Masoero degne delle grandi influenze dei Crimson e dei Genesis.
Sintomo che come sempre conferma la propulsione naturale all’innovazione che mette in moto la band nei momenti di transizione dimostrando più di sempre un’attitudine al cadere in piedi e fare tabula rasa dei rancori passati.
In questo Frammenti di Storia è un caso lungimirante, un mini album che artisticamente riesce a tenere banco e a competere con concepì e live pubblicati dai Roccaforte. Ep breve ma pregnante dunque: si parte dalla scorrevolezza di 20 mq Di Libertà con l’attenzione tutta mirata alle potenzialità di William Lucino qui alla sua prima prova su disco con i Roccaforte che tutto sommato, consci di una tracklist ampiamente approvati e sperimentati sul campo tra gli ascoltatori.
Africa, brano testimonial di una campagna sociale di sensibilizzazione sul continente nero promossa negli scorsi anni da Bruno Borello, concentra in questo restyling una ricerca sonora calibrata sia a William dalla voce un po’ da cantautore anni 70’ in cui il suono comincia a condensarsi con picchi shoegaze e mood contrastanti che raggiungono l’apice nello storico pezzo Giubbotto In Pelle Nera che nei suoi quasi cinque minuti d’esecuzione raggiunge in pieno lo stile sfumato delle tinte progressive che ha fatto scuola e ben si collegano al continuum del pezzo autobiografico Roccaforte da gran finale, ma nel mezzo c’è Vetrine, una ballads che a sorpresa diventa un amplificatore di virtuosismi.
Da non perdere, da mini album Frammenti Di Storia diventa una delle pietre miliari di questa band.
Da brivido.

2010 - Blue Highway Production

TRACKLIST
20 mq di Libertà
Africa
Giubbotto In Pelle Nera
Vetrine
Roccaforte

I ROCCAFORTE SONO
Voce - William Lucino
Chitarra/seconda Voce - Fabio Serra
Batteria - Simone Villati
Basso - Bruno Borello
Tastiere - Michele Masoero


DISCOGRAFIA
Parola Mai Dette (2005)
Live For Africa cd/dvd (2006)
Per volontà del Re (2008)
Live Al Teatro 7 dvd (2008)
Frammenti Di Storia

INTERVISTA con Bruno Borello
1.Buona alla terza: dopo Simone Bigliani e Andrea Toniato giunge nella vostra roccaforte Willam Lucino: un punto medio tra le passate esperienze che sa di cantautorato anni 70'. Come avete indirizzato la scelta su di lui?
Buona la terza e speriamo si quella definitiva. Beh, la scelta non è stata semplice. A progetto ben avviato con ormai due CD alle spalle e le idee ben chiare sul genere musicale da noi prodotto volevamo una voce diversa da quelle precedenti, una voce meno rokker e più melodica che si sposasse, pero', con tutti i nostri pezzi e con la seconda voce di Fabio Serra, il nostro chitarrista. Abbiamo fatto molti test ed infine la nostra scelta è caduta su William. Sono stati importanti anche le motivazioni e il valore che una persona da all'impegno con la musica.

2. Cambio di vocalist ma non solo, in questo mini album concedete 5 riletture di pezzi classici della vostra discografia in una miscela di prog, power rock, tappeti pianistici e inserti d'elettronica. Una forza e una potenza cristallina che ancora non avevate sprigionato in particolare nel restyling di Africa e Giubbotto In Pelle Nera. Un mix tra esperienza e rinnovato entusiasmo...
Beh come ben sai il nostro percorso musicale nasce con una certa venatura rock pop, per le idee e i musicisti dell'inizio, ma il cuore dei Roccaforte (Fabio Serra, Simone Villati ed io, Bruno Borello) avevano il sogno di trasformare il pop in progressive. Un viaggio molto complicato che, nell'arco del tempo, pensiamo stia prendendo una buona forma. Oggi, con tutti i componenti del gruppo, siamo soddisfatti di cio' che abbiamo fatto. Pensiamo di essere cresciuti molto musicalmente e nel tempo abbiamo modificato e riarrangiato i brani con nuove sonorità e passaggi descritti prima.

3. La scelta delle tracce cade su pezzi storici del vostro gruppo. Africa è la bandiera del vostro progetto sociale, ma non manca nemmeno 20 mq Di Libertà, la scrisse proprio Andrea Toniato. Cosa simboleggia oggi inserire proprio quella canzone come brano d'apertura al disco?
Simboleggia molto perché Andrea è rimasto parte dei Roccaforte, della nostra storia. Quando viene ai nostri concerti è immancabile la sua presenza sul palco a cantare 20mq di libertà. Inoltre è l'apertura di questo minialbum, Frammenti di storia, perchè proprio un anno fa, questo brano, è stato scelto per partecipare al festival di Saint Vincent 2009-2010 (AO) dove, domenica 2 maggio, abbiamo disputato la finale Nazionale. Siamo ad un piccolissimo passo dalla finalissima del 5 giugno.

4. Una bella novità, questa volta c'è la Blue Highway Production dietro nella stanza dei bottoni della registrazione della vostra musica, che esperienza è stata?
Una buona esperienza. Volevamo una registrazione più professionale rispetto a quelle precedenti e cosi siamo entrati in contatto con la Blue Highway. C'è da dire che il prodotto è stato curato fino ad un certo punto perchè non volevamo investire troppo su un minialbum che rappresenta un po' un cambio pagina.

5. Per il momento Frammenti di Storia è un album in forma ibrida disponibile solo in formato digitale. Una scelta fatta perché si tratta di un album a suo modo di cover o sarà il vostro modo di diffondere la vostra musica in futuro?
Abbiamo deciso di rendere libera tutta la nostra musica quindi dal nostro web http://www.roccaforte.it/tutti nostri album sono scaricabili free in formato digitale. Tuttavia abbiamo mantenuto la possibilità di vendere in formato CD con i libretti, testi e foto per tutti coloro che amano i nostri pezzi e vogliono acquistare il lavoro. Siamo pro rete, pro internet quindi sarebbe stato assurdo non sfruttare questa canale per diffondere la nostra musica. Internet è una buona etichetta discografica.

6. C'è da immaginarsi che con la grinta con cui avete caricato questo minialbum un nuovo disco di inediti in cui mettervi alla prova con questa nuova line up?
Si, stiamo lavorando su pezzi nuovi. Due sono pronti (Le false verità e La leggenda della ragazza con le ali) e da poco li stiamo presentando durante i nostri live. Con Le false verità, una song di circa 10 minuti, riteniamo di aver sviluppato una buona traccia di prog (a breve ti invio un mp3 da ascoltare). L'intensa attività live che, fortunatamente, abbiamo ci rallenta i lavori ma non abbiamo fretta.

7. Sicuramente sarà dietro le porte una nuova stagione dei vostri live, vero?
I Live sono un po' la nostra droga. A volte diciamo di ridurli o di selezionarli per avere più tempo per i lavori nuovi ma poi, dopo un breve periodo di fermo, sentiamo l'esigenza di salire su un palco e suonare. Questo vuol dire che dal 2005 ad oggi sono quasi 200 i concerti fatti.

8. Quanto a William, a cui auguro una proficua carriera con la famiglia dei Roccaforte, come ha reagito all'impatto di questa nuova atmosfera sia come vocalist che come attore - spettatore di un sound per voi tutto innovativo?
All'inizio è stata dura. Lui aveva tantissima esperienza live ma da solo, da piano bar, da manifestazioni canore per cantanti. I Roccaforte sono il suo primo gruppo quindi i primi mesi è stato difficile integrarsi con le idee comuni e i brani tutti inediti. E' stato difficile imparare i nostri pezzi e farseli suoi. E' stato difficile adeguarsi alle idee di altre 4 persone perchè nei Roccaforte non c'è un leader ma tutte le decisioni e scelte vengono prese discutendo e ascoltando il pensiero di tutti. Oggi, a distanza di un anno e mezzo, devo ammettere che William ha tutte le caratteristiche del front man che abbiamo sempre cercato e desiderato. Speriamo di fare un lungo cammino insieme.

lunedì 1 giugno 2009

Recensione N°7 / 2009, Per volontà del Re

Recensione fatta da Ivan del portale Musicsquare (la recensione on line), maggio 2009


(autoprodotto)

La musica dei Roccaforte è un rock molto concettuale e metaforico, cantato in lingua italiana. Questo è quello che ho pensato appena visto il lavoro e inserito nel lettore dello stereo. La band esprime infatti attraverso la grafica la continua metafora visiva sul mondo medievale, le battaglie quotidiane di ognuno di noi che risultano essere quindi attuali e non avere collegamenti concreti con l’età medievale, il cavaliere che diventi tu, lettore di questa recensione, ecc ecc…
Il prodotto qualitativamente parlando è abbastanza buono, anche se non c’è niente di eccelso. La produzione è stata curata dalla stessa band, così come la discreta registrazione del lavoro della quale risente soprattutto la sezione ritmica del drummer Simone Villati e la voce a tratti, non sempre precisissima e potente come mi piacerebbe. Consiglio alla band di andare in studio almeno per il mixaggio e mastering la prossima volta. Oltre a questo, trovo spesso i testi dei pezzi purtroppo non inseriti in modo completamente efficace nella musica e un po’ poco metaforici visti gli intenti apparenti (il testo di “Africa” per esempio sta molto male a mio avviso dentro al pezzo). Bisogna infatti stare molto attenti alla scelta delle parole stesse in base alla musicalità del pezzo, e questi testi alle volte mi sembrano leggermente avventati.
La lode maggiore, anche se forse sono di parte essendo anch’io un chitarrista, posso esprimerla per Fabio Serra appunto il chitarrista della formazione che si dimostra spesso eclettico e mai monotono nell’esecuzione e nella creazione delle sue parti sia pulite che distorte come in “20 mq di libertà” dove lo troviamo impegnato perfino in un riff di estrazione funky, con molto groove e ritornello classico in distorsione e accordi, oppure nell’arpeggio sognante di “Bambino”, una ballad che forse rappresenta l’apice qualitativo del cd e presente anche in versione acustica.
La prestazione vocale di Andrea Toniato è buona, anche se non particolarmente incisiva ai fini del far rimanere impressa la musica del quintetto.. i pezzi sono melodici ma purtroppo non spiccano in originalità perdendosi un po’ delle possibilità che avrebbero potuto avere. Per esempio un tastierista come Michele Masoero, relegato sempre al ruolo di accompagnamento ad accordi, avrebbe potuto avere un ruolo molto più volto all’arricchimento armonico del mix finale con arrangiamenti più incisivi e qualche parte più in primo piano.
Con qualche piccola correzione sarà quindi possibile avere una band a livello nazionale della quale essere completamente orgogliosi.
Voto: 7/10
http://www.roccaforte.it/
info@roccaforte.it


SE VOLETE SCARICARE IL CD, CLICCATE QUI

mercoledì 29 aprile 2009

Recensione N°6 / 2009, Per volontà del Re

27.04.2009 - scritta da Giuditta Mosca, pubblicata su Meltin'pot on web (Meltin’Pot on web è un settimanale on line di informazione e approfondimento culturale fondato nel dicembre 2006 con registrazione al Tribunale Civile di Roma n. 492/2006 del 29/12/2006 ed edito dall’Associazione Culturale Meltin’Pot).

La band

I Roccaforte sono una band rock tutta italiana. Una realtà ormai consolidata, capace di animare le notti live e di trasmettere energia ad alto livello. La banda, nata negli anni novanta, ha conosciuto diverse metamorfosi prima di trovare l’assetto attuale, che vede un’interessante (e a tratti molto profonda) amalgama tra capacità tecniche e artistiche, uno stato simbiotico che da’ risultati assolutamente deliziosi, frutto della collaborazione e dell’esperienza di tutti i membri del gruppo.
Nel 2003 il loro primo lavoro “Parole mai dette” lascia intendere che il gruppo piemontese non solo ha molto da dire, ma sa dirlo molto bene. Poi è incetta di riconoscimenti e di testimonianze, fino ad arrivare al 2006, anno in cui esce “Per volontà del re”, terzo lavoro (e interamente autoprodotto) della band piemontese. Nel 2006 i Roccaforte hanno inciso un disco “Live for Africa” a favore di un continente martoriato, dando prova (ulteriore) di impegno per il sociale e di maturità, personale ed artistica.

Per volontà del re

“Per volontà del re” è un disco rock-genuino-piemontese. Bello e sincero. Un disco concepito per arrivare direttamente agli ascoltatori, un progetto maturo e decisamente massiccio. L’album è scaricabile dalla Rete in modo del tutto gratuito e legale (ulteriore motivo di plauso a questa compagine di rocker del Monferrato) all’indirizzo www.roccaforte.it, sito web della band. Chitarra ruggente e ritmi che sanno unire un innovativo stato legato alla tradizione. Equilibrio difficile da raggiungere ma che i Roccaforte sembrano emulare con assoluta disinvoltura. Fiori all’occhiello di questo bellissimo album sono “Africa” (segno dell’impegno sociale che questa band sposa) e “Bambino” (brano bello e a tratti struggente) il quale, nella sua versione acustica, si avvale dei cori diretti da Laura Bussa, nel cui curriculum appaiono collaborazioni con personaggi del calibro di Morandi, Celentano, Bocelli, Julio Iglesias, Branduardi, Dalla e Robbie William.
Massimo Faletti dà ai fiati quel sapore che riecheggia nei suoni dei Jethro Tull. Un disco, questo, di equilibri di difficile concezione che la band riesce a tenere in piedi con bravura notevole, un disco graffiante e a tratti ironico, un disco profondo, capace di fare riflettere e di fare viaggiare. Un lavoro intenso, degno delle band madri del rock, ma tutto italiano. E c’è di che esserne orgogliosi.

Tracce
1. Prefazione
2. Roccaforte
3. Tempo di scappare
4. 20mq di libertà
5. Africa
6. Bambino
7. Per volontà del re I (L'ordine)
8. Per volontà del re II (La battaglia)
9. Per volontà del re III (La coscienza)
10. Bambino (Versione acustica)
11. Bonus track - La dolce età

Musicisti

William Lucino: voce
Fabio Serra : chitarra / voce
Simone Villati : batteria
Bruno Borello : basso
Michele Masoero : tastiere

Produzione : Roccaforte
Voto : 8.5

Intervista: Sei domande ai Roccaforte

C’è chi, in passato, vi ha definito un gruppo rock progressive. Quanto vi riconoscete in questa definizione?

Il progressive è sempre stato nei nostri sogni. Non è semplice raggiungere questo risultato. Nel corso del tempo il nostro stile si sta trasformando e la differenza fra il primo album (Parole mai dette) e l’ultimo (Per volontà del Re) è evidente. Questo è il frutto di una maggior conoscenza e quindi intesa fra i componenti del gruppo. I pezzi nuovi, sui quali da qualche tempo abbiamo iniziato i lavori, avranno un’impronta decisamente progressive. Ritornando alla domanda, siamo contenti che , in qualche modo, qualcuno ci abbia già definito come gruppo rock progressive.

Perché preferite autoprodurvi piuttosto che cedere alle “tentazioni” delle etichette esistenti?

Il discorso è molto complesso. Abbiamo avuto diversi contatti con etichette discografiche da svariate zone d’Italia. Etichette “minori” dove il gruppo o l’artista nella maggior parte delle volte deve effettuare di tasca propria un grande investimento economico. Ciò non sarebbe un problema se il post produzione avesse una garanzia di mercato, quindi un tour promozionale, una pubblicità sul prodotto, passaggi in radio. Questo non accade, almeno fino ad ora e per esperienze personali. Quindi la nostra non è una preferenza ma una scelta obbligata ad autoprodurci. Una domanda che spesso facciamo a chi ci pone questa osservazione: negli ultimi 10-12 anni quanti gruppi sono diventati famosi a livello nazionale? Si possono contare sulle dita di una mano? E questa la dice lunga sulla situazione ‘etichette discografiche italiane’ e credetemi che, nell’underground, ci sono dei veri artisti. L’Italia è un paese con un patrimonio artistico/musicale completamente sotterrato.

La vostra musica traspira sudore ed energia, doti essenziali per fare arrivare a chi ascolta l’intensità delle canzoni. E’ un lavoro corale, si tratta di un’energia che nasce dalla vostra unione o c’è un motore primario?

Il bello dei Roccaforte è che alcuni di noi espongono le idee di testo e musica e poi soltanto con la partecipazione attiva di tutto il gruppo nasce il brano. Ognuno lo interpreta o lo fa suo mettendo i vari arrangiamenti. Potrebbe essere il motivo di questa “energia”

Il vostro impegno per l’Africa è presente e si sente. Siete ancora attivi? Cosa è successo dopo “Live for Africa”?

Si, siamo attivi. Non più per la causa che avevamo appoggiato (fortunatamente si è conclusa in modo positivo) ma, dove possiamo, siamo presenti con concerti per beneficenza ed iniziative. Proprio ultimamente per l’Abruzzo.

In questo album appare un’aria “scanzonata” nei confronti dei media e dello show business in generale, è un’impressione o c’è qualcosa di fondato?

Si, c’è qualche cosa di fondato. Soprattutto nella trilogia di “Per volontà del Re” la metafora tra le guerre epocali e quelle odierne, non c’è nessuna differenza. L’unica differenza è nei media e l’informazione è talmente distorta e controllata che vogliono farci credere che alcune missioni servono per ristabilire l’ordine, infatti vengono chiamate “missioni di pace”. Tutto ciò fa ridere, per fortuna esiste internet dove la realtà è ben diversa.

Perché la scelta di offrire in modo gratuito il vostro lavoro? E’ un messaggio alle major che, a tanto, ancora non sanno arrivare?

Noi crediamo molto nella rete. La vendita di 100 / 200 CD in più non ci fa diventare ricchi però il download di 2000/3000 CD diffonde in modo capillare la nostra musica. Per i gruppi emergenti e senza major questo è un mezzo importantissimo. Per quanto riguarda le major speriamo un giorno di trovare un’etichetta che creda veramente nei nostri progetti e ci sia un seguito alla post-produzione.


Roccaforte sul web

Sito ufficiale dei Roccaforte
Il blog dei Roccaforte
Roccaforte su Myspace
Roccaforte su Facebook

lunedì 23 marzo 2009

Recensione N°5/2009 Per volontà del Re

20 marzo 2009
Recensione del CD Per volontà del Re fatta da Gianluca Massa e pubblicata su IuppiterNews Webmagazine di storie, passioni e media (Napoli). Link diretto alla recensione


Roccaforte, rock e melodie targate Italia
Secondo album auto prodotto per la rock band emergente Piemontese
di Gianluca Massa
19.03.2009

Arrivano dal Piemonte e sono pronti a far ricredere a tanti che il rock italiano non è morto: i Roccaforte sono una rock band formatasi agli inizi degli anni ’90, tra le colline del Monferrato. E’ da li che prendono il nome, da un casolare chiamato Fortezza Rocca Civalieri, la loro prima sala prove. La loro musica mischia rock e melodie in un intreccio sonoro fresco e nuovo, dai sapori decisamente progressive, a ricordare i fasti delle leggendarie band anni ’70 ma anche di qualche attuale buon nome di rock nostrano. I 5 ragazzi piemontesi hanno stoffa da vendere e lo dimostrano: Per volontà del re, uscito nel 2007, è il loro secondo album auto prodotto, un disco carico e deciso seppur ancora allo stato grezzo con qualche carenza soprattutto testuale. Le 11 canzoni che lo compongono immergono l’ascoltatore in mondo parallelo tra cavalieri, guerrieri e riff di chitarre elettriche. Sembra quasi che il quintetto ci voglia suggerire di coprirci bene con una solida armatura per affrontare le difficoltà del mondo moderno. Il disco passa dalla grinta rock di Roccaforte, introdotta maestosamente dalla prima traccia, la strumentale Prefazione che suona come l’introduzione ad uno di quei film storici, a momenti venati di funk come in 20mq di libertà. Si fa notare Tempo di scappare dall’ottimo ritornello canticchiabile e il trascinante e lungo finale con le svisate del chitarrista Fabio Serra. La dolcezza di Bambino lascia prendere un po’ di respiro prima della suite Per volontà del re, divisa in tre parti come nella migliore tradizione progressive anni ’70: L’ordine, La battaglia e La coscienza. La partenza con L’ordine è pulita e di facile ascolto, con un finale in crescendo dai toni solenni. Il secondo capitolo è senza dubbio il migliore dei tre, dalle forti connotazioni heavy, energico e frenetico, che rende davvero l’idea di essere nel bel mezzo di una battaglia tra spade, scudi e sangue. Chiude la calma del flusso dei pensieri e della coscienza, l’ultima parte di questa lunga suite, un pezzo morbido che mantiene comunque ben alti i toni epici, grazie sia ad un giro di marcetta che si staglia al centro del brano che al testo. Per volontà del re è una buona partenza, un disco ricco di ottimi spunti e cose pregevoli. Ma nell’ascoltarlo sembra che manchi ancora qualcosa, forse quel pizzico di rabbia in più che renda l’impasto sonoro più forte e qualche dovuta modifica nei testi che risultano troppo semplici rispetto alle articolate composizioni musicali e gli splendidi arrangiamenti. Siamo sicuri che li vedremo crescere.


P.S. Un ringraziamento a Gianluca Massa e a tutta la redazione di iuppiters news di Napoli, un carissimo e affettuoso abbraccio a Silvio Di Giorgio che ha permesso tutto ciò. Grazie

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Fino al 10 aprile potete votare il nostro pezzo "Bambino" per Voci per la Libertà ed Amnesty International cliccando sul banner qui sotto

venerdì 25 luglio 2008

Recensione N°4/2008 Per volontà del Re

25 luglio 2008

Oggi con grande soddisfazione ed entusiasmo leggiamo in una mail ricevuta che il nostro CD Per volontà del Re è stato recensito su uno dei portali piu' importanti di musica prog , MOVIMENTIPROG , scritta da Donato Zoppo (giornalista musicale e incorreggibile divulgatore di rock progressivo, jazz e musica di confine, scrive per testate come Wonderous Stories, Le Vie Della Musica e L’Idea, autori di biografie e libri su PFM e ORME).

Link diretto alla pagina della recensione.
Autore: ROCCAFORTE
Titolo album: Per volontà del re
Nazionalità: Italia
Etichetta: Roccaforte
Anno di pubblicazione: 2008

Voto medio: 7

Recensito da Donato Zoppo


Secondo disco per la grintosa band di Alessandrina. Ma chi l'ha detto che il rock duro è privo di eclettismo? Basta ascoltare i Roccaforte, che nel loro secondo album "Per volontà del re" mostrano di saper abbracciare la vecchia scuola hard/heavy (Iron Maiden), il miglior rock italiano (dai Timoria agli Afterhours più taglienti) e l'eredità progressive dei bei vecchi tempi grazie alla presenza delle tastiere. Con tutti i limiti che un album di debutto di solito presenta (la voglia di dire tutto e subito, la tendenza a strafare, le inevitabili pecche dovute all'inesperienza), i Roccaforte hanno comunque una marcia in più: il feeling, l'affiatamento, il collante che si conquista solo sul palco, luogo ideale per la band, che si esibisce molto spesso dal vivo. Quintetto di Alessandria già attivo negli anni '90, i Roccaforte hanno affrontato i consueti assestamenti di line-up senza perdere di vista il proprio obiettivo, quello di creare una rodata band da palco. Il cd è un concept ispirato al filo conduttore che esiste tra le guerre di ieri e di oggi, e pezzi come "Roccaforte" hanno un piglio epico, con richiami a Deep Purple e Rainbow ma anche alle nostre vecchie glorie Top Left Corner e Asgard, in particolare nella valida suite "Per volontà del re", una composizione fresca e dinamica. Un punto debole è nel rapporto tra testi e musica, non molto fluido, come accade ad es. nelle Vibrazioni. Tuttavia la voce di Andrea Toniato è la ciliegina sulla torta per un sound di per sè potente e arioso. In generale il "tiro" dei cinque si sente, ma qua e là spuntano momenti di stanchezza e cali di ispirazione (vedi "Tempo di scappare" e "Africa"); molto piacevoli i "diversivi", come il rock di classe venato di funk di "20 mq di libertà", la riflessione malinconica di "Bambino", impreziosita dagli archi."Per volontà del re" è un debutto convincente per una band preparata dal vivo: i Roccaforte portano in studio questa esperienza ma devono lavorare ancora sulla personalità, allo scopo di raggiungere una propria cifra stilistica.

sabato 12 luglio 2008

criticAMI




Vista l'ultima critica positiva, che ha postato Bruno (qui sotto), mi è venuta in mente una cosa...


Che ne dite di lasciare una vostra critica, analizzando il nostro ultimo ALBUM. Dai, anche se non siete musicisti e non avete un linguaggio tecnico o le conoscenze per paragonarci ad altre band famose o per accostarci a generi... machissenefrega! Lanciatevi e lasciateci la vostra critica.


eh.. eh..

Buon Ascolto e vinca il migliore.


Il PREMIO per il vincitore/la vincitrice, potrebbe consistere in "un bel niente" ^_^

venerdì 11 luglio 2008

Recensione N°3/2008 Per volontà del Re

10 luglio 2008

Una nuova recensione del nostro ultimo CD fatta da Andrea Buongiorno è stata pubblicata ieri su due importanti portali del settore: IN MUSICA e SULPALCO.

I Roccaforte mi sono piaciuti. Mi è piaciuto questo disco ampio, vario, leggero come il vento. Un disco che attraverso undici tracce, manifesta la grande sensibilità umana e artistica del gruppo piemontese capace di regalare un rock graffiante ma senza eccedere nella ruvidità ma anzi levigando e ripulendo il suono tanto da farlo ammiccare alla “leggera”, contaminando le chitarre elettrificate con percussioni africane, pianoforti e vocalità davvero mirabili, convincenti e perfettamente intrecciate alle trame sonore dei diversi brani. “Per volontà del re” scivola via piacevolmente, nonostante la lunghezza di alcune tracce, non se ne avverte stanchezza forse proprio per quella varietà già citata. Merita una menzione a parte la title track che chiude idealmente il disco (visto che le ultime due tracce sono una versione acustica della intensa “Bambino” e una bonus track), “Per volontà del re” viene infatti spaccata (un po’ come si faceva nel periodo d’oro della progressive) in tre capitoli suddivisi in “L’ordine”, “La battaglia” e “La coscienza”. La prima sezione si avvale di un sound più rapido e pulito, con bei giochi di cori in secondo piano e un cantato molto intenso che insieme alle parti ritmiche e alle chitarre elettriche rende molto efficace questa introduzione (un canto alla libertà e al sacrificio) alla battaglia. Molto bello l’intermezzo centrale con le tastiere e ancora le chitarre che si fanno rocciose e che vanno ad arricchire un brano davvero molto coinvolgente che tocca l’apice proprio nella parte centrale strizzando l’occhio al rock progressivo moderno con quei tamburi che vanno a disegnare perfettamente il giungere sul campo di battaglia. Frenetica, energica, massiccia è il secondo capitolo che inizialmente mi fa ricordare alcune vecchie sfumature dei Timoria … la qualità non manca ma mi coinvolge meno del pezzo precedente (anche a livello testuale). Il capitolo conclusivo invece torna alla calma, con un uso diverso delle chitarre e con la presenza di un organo sotterraneo ma avvertibile. Anche qui fa capolino una sorta di marcetta, la ricerca è quella della quiete del rock levigato ma anche in questo capitolo non si ottiene l’intensità del primo capitolo. A ogni modo il trittico regge bene e funge perfettamente da apice dell’opera che risulta complessivamente di grande intensità, qualità e ricerca.

sabato 8 marzo 2008

Recensione N°2/2008 Per volontà del Re

8 marzo 2008
Recensione dell'ultimo CD fatta da Claudio Mosca e pubblicata su MUSICITY.



Un rock alternativo italico è quello che propongono i Roccaforte, gruppo nato nel 2001 ad Alessandria, provincia di Asti., già arrivati al loro terzo album.
La prima fatica, “Parole mai dette” del 2005, fu recensito nel nostro sito (http://www.musicity.org/forum/viewtopic.php?f=21&t=1753) e collezionò un 2/5, ma il nuovo “Per volontà del Re”, uscito nel corrente anno, direi che può meritare anche un 4/5; un po’ per incoraggiamento, un po’ a riconoscenza del salto di qualità acquisito con l’ aggiunta di qualche elemento più rock e meno pop.Molto interessanti i temi trattati, che sono il punto forte di questa ultima creazione; il disco si propone come un’ analisi sociologica del mondo moderno, facendo un parallelismo tra questo e il vecchio mondo Medioevale: sembrano quasi suggerire di rivestirsi delle vecchie armature per difendersi dagli attacchi della nostra crudele società.Dal punto di vista musicale, il gruppo Piemontese offre uno stile a tratti energetico, a tratti melodico, che lascia trasparire l’ anima nobile della loro musica, ma che radica le proprie radici nel rock Dopo la Prefazione, spazio ad una sorta di auto presentazione con “Roccaforte”, una delle tracce più belle dell’ album, con un ritornello che entra facilmente in testa e con la chitarra di Fabio Serra che si sbizzarrisce in coraggiosi assoli, ben accompagnato dalle tastiere di Michele Masoero e dalla batteria di Simone Villati; con la seconda traccia si entra dentro il fantastico mondo dei Roccaforte, seguito a ruota dalla terza “Tempo di scappare”.Molto interessante “20 mq di libertà” soprattutto per le parole, e dopo “Africa” e “Bambino”, comincia la trilogia di “Per Volontà del Re”, il vero clou del disco: in successione, “L’ ordine”, “La battaglia” e “la Coscienza”. Il secondo tra questi tre, è forse il più bel pezzo fra tutti e undici dell’ album : è molto grintoso e da proprio l’ impressione di sentirsi in un campo di battaglia, grazie al gran lavoro svolto dalla chitarra, dalla batteria e dal testo.Il disco finisce decrescendo, i ritmi calano con gli ultimi due pezzi, cioè con la versione acustica di “Bambino” e una Bonus Track, ma complessivamente è un buon lavoro.I Roccaforte creano qualcosa di originale, ma che non si discosta molto dal rock italiano. Bene l’ acustica della registrazione, a parte le voce che sovrasta ogni altra cosa. Appunto la voce di Andrea Toniato sembra essere l’ anello debole, visto che per un lavoro del genere ci si aspettava un timbro più profondo, magari anche una bella voce femminile. Aggiungere ancora qualche sonorità più cattiva darebbe al gruppo più mordente, ma basta qualche altro piccolo miglioramento per un posticino nella grande scena rock nostrana.
[4/5]
Claudio Mosca (drmanetta@musicity.org)

giovedì 14 febbraio 2008

Recensione N°1/2008 Per volontà del Re

14/02/2008
Recensione del nostro ultimo CD fatta da Chiara Marra e pubblicata su DEGNI DI NOTA.


Ruggenti e anche struggenti al punto giusto. Per chi ancora non conosce, i Roccaforte sarà un'intrigante scoperta, per chi li ha sotto casa nella scena underground delle terre del Monferrato noterà la differenza. Per Volontà Del Re è il loro terzo album (il secondo in studio) ricco di una tradizione progressive di tutto rispetto: torna il gusto per il melodramma anni 70' dei cambi verticali di suono,del tormento e l'estasi, si scopre un velo di showgaze e un pizzico di sinthy quasi in stile Toto,piglio ereditato grazie al nuovo tastierista Michele Masoero. Allo stesso tempo, tutto si fa nuovo e tradizionale in una miscellanea che alle contaminazioni preferisce dare in dominanza la sua creatività:densa e allo stesso tempo fluida grazie ad un nuovo vocalist come Andrea Toniato graffiante ed energico che dinamicizza lo scorrere dell'album, vocalist che ormai ha soppiantato gli esordi della band al secolo di Parole Mai Dette con la voce retrò di Simone Bigliani.
Tradizione e novità si mescolano. Il suono è pulitissimo,perfezionato al massimo da un lungo e peculiare restyling curato dal chitarrista Fabio Serra. Un lavoro da grandeur in salsa never ending per un processo di evoluzione cominciato all'inizio del 2007 e concluso solo a gennaio 2008 tra nuovi brani, reprise e special guests che arricchiscono la line up per una session musicale che da il meglio di sé. Trova urgenza di comunicare in maniera tempestiva questo Per Volontà Del Re. Il titolo riecheggia qualcosa di medievale, quasi alla ricerca di un disco - storyteller come nel miglior prog, che, al concept album tout court preferisce immagini scandite singolarmente,sentori autobiografici e appunti di vita . C'è la percorrenza di un doppio binario: la fabula nasconde una velata critica al mondo delle news in quella spettacolarizzazione dei media sempre più cinica e mostruosamente ordinaria con quel tono di accusa che si lascia attraversare sulle parole di Africa " Pronto a rtornare dove la gente non muore di fame ma si ammazza per aver commesso l'errore di essere giusti"
Chi conosce i Roccaforte già con l'evento dell'album dal vivo Life For Africa, conosce già brani del nuovo disco: è il caso di Tempo Di Scappare, 20 mq Di Libertà e soprattutto di quei due gioiellini semi acustici di Africa e Bambino, qui riproposti, il primo con la partecipazione di Stefano Saletti (Novalia,Piccola band Ikona) al bouzuki e Bambino contenuta in due versioni, una delle quali (quella acustica), fa da cornice alla collaborazione di alcune voci del Coro Polifonico di Viarigi diretto dal M° Laura Bussa (in passato già al fianco di grandi nomi come Morandi,Dalla, Celentano, Robbie William, Bocelli, Julio Iglesias, Carrisi e Branduardi) e del flauto traverso da pelle d'oca di Massimo Faletti,figlio della scuola Jethro Tull sia per tributes che per ensamble con componenti dello storico gruppo di Ian Anderson che echeggia come nel più tragico e alto Peter Gabriel in stile Nursery Crime. Quello che piace dell'album è il suo equilibrio, una maestranza sonora degna del senso internazionale ma tutto italiano nello spirito,nei testi,nelle idee. Funziona bene l'impatto narrativo dei testi-diario, che nell'allegoria di Roccaforte e cavalieri non rinuncia ad un mini "disco nel disco" in forma di racconto proposto in chiusura da Fabio Serra che costituisce il cancello, la porta d'ingresso del disco, il germe dunque dell'idea di Per Volontà Del Re.

TRACKLIST
1. Prefazione2. Roccaforte3. Tempo Di Scappare4. 20mq Di Libertà5. Africa6. Bambino 7. Per Volontà Del Re I (l'ordine)8. Per Volontà Del Re II (la battaglia) 9. Per Volontà Del Re II (la coscienza)10. Bambino (versione acustica) 11. Bonus Track - La Dolce Età
DISCOGRAFIA
Parole Mai Dette (2004)Live For Africa 2006 (2006)Per Volontà Del Re (2008)
I ROCCAFORTE SONO
Andrea Toniato (voce) Fabio Serra (chitarravoce) Simone Villati (batteria)Bruno Borello (basso)Michele Masoero (tastiere)

LA MIA INTERVISTA AI ROCCAFORTE

1.Bruno e Fabio, appartiene soprattutto a voi veterani il senso dell'album: i testi narrativi di Bruno con questo doppio binario tra antico e contemporaneo con una velata denuncia al mondo dei media e questo concept del "disco nel disco" dalla vena progressive di Fabio. Come si è sviluppato tutto questo progetto?

BRUNO: Beh parte dei testi come Bambino e Africa tendono a denunciare come l'influenza dei media (nonostante il sottoscritto non possa piu' farne a meno della tecnologia) pur di spettacolarizzare l'informazione fanno in modo che chi ascolta dall'altra parte rimanga indifferente anche davanti ai peggior crimini. Bambino denuncia gli abbandoni dei neonati nei cassonetti, per la strada come se nulla fosse...Africa è un racconto di alcuni miei viaggi nella terra "Nera" dove la povertà è esterna ma sicuramente il rispetto per l'uomo e la natura sono di altri principi rispetto ai nostri. Ma a Noi ...persone colte ed intelligenti...ci fa comodo che restino Terzo Mondo.
FABIO: all'inizio credo fosse solo un disco di canzoni senza un filo conduttore preciso, poi con l'aggiungersi dei pezzi abbiamo notato che il significato del disco stava uscendo "spontaneamente" e quindi con i 3 pezzi del concept ho voluto in qualche modo continuare il senso di denuncia che c'era nei pezzi di bruno.

2. Di sicuro, Bruno, il tuo progetto per la solidarietà con l'Africa è una tappa decisiva in questo disco. A proposito, il tuo impegno solidale è ancora in corso vero?

BRUNO: L'impegno nel sociale c'è sempre. Per Ester Njoki pensiamo di aver fatto molto (il precedente album Live For Africa è stato un progetto di beneficenza rivolto a lei,n.d.r.) , ma purtroppo non si fanno mai le cose giuste perchè c'è sempre chi si lamenta, cosi ultimamente abbiamo deviato le nostre beneficenze lasciando decidere agli organizzatori dei concerti a chi devolvere, in modo da accontentare tutti. Con il CD nuovo pensiamo di intraprendere di nuovo l'iniziativa per Ester, perchè ha ancora bisogno di aiuto e di operazioni chirurgiche per poter camminare. Purtroppo siamo anche in una fase economica abbastanza precaria, ma ce la faremo.

3. Abbiamo cominciato a parlare delle parole del vostro album, il termine "jolly" è "Roccaforte",il vostro nome ma anche il termine ricorrente. Ha un significato profondo dunque?

ANDREA: E' il nome della band e dopo la nascita dell'omonimo pezzo ha assunto un particolare significato. Riassumendo si può immaginare la Roccaforte come una realtà parallela a quella di tutti i giorni, una realtà che ha vita solamente quando si abbraccia il proprio strumento e si suona la propria musica.
BRUNO: Si, "Roccaforte" ha un grande significato. Il nome deriva dalla FORTEzza ROCCA Civalieri, il posto dove era ubicata la nostra prima sala prove (mia e di Fabio - 1994) ma oggi la "Roccaforte" si è trasformata nel nostro mondo, nel nostro studio (come dice la canzone) dove ci chiudiamo dentro e per alcune ore e ci esterniamo dal mondo, dando vita a sonorità e tutto ciò che riguarda i nostri pezzi.
SIMONE: La parola "Roccaforte" ha sicuramente un profondo significato per noi . Potrei definirla come "una moderna cittadella fortificata nella quale poter staccare la spina!!". Per me rappresenta quindi un modo per allontanarmi un po' dalla quotidianità delle cose . "Roccaforte" quindi non è solo il nome del gruppo o il titolo di una canzone, è il nostro mondo circondato da solide impenetrabili mura da difendere come fa il cavaliere di "per volontà del Re" !
FABIO: da un lato rappresenta quello che tutto sognano, credo, ovvero la sicurezza, l'aggregazione e la protezione che oggi mancano un po' a tutti. Come composizione ci è piaciuto inserirlo qua e la come si fa in un concept album che si rispetti!hahaha

4."20 mq Di Libertà", anche questo brano ha un significato particolare, il primo scritto da Andrea da quando è vocalist nella band che per altro qui affronta il suo primo album studio.Andrea, come nasce per te un testo? Si nota la tua cura per le rime.Vero?

ANDREA: Questo brano l'ho composto tempo fa, quando facevo parte di un altro gruppo. I Roccaforte l'hanno sentito per la prima volta ad un concorso e l'hanno apprezzato, malgrado fosse una delle mie prime esibizioni dal vivo e quindi si può benissimo immaginare l'imbarazzo e la goffaggine del sottoscritto :- )… così, quando mi sono ritrovato a far parte della band, mi hanno subito chiesto se fosse stato possibile usare il testo. Nessun problema, visto che era mia la composizione. Come nasce una canzone? Non saprei spiegarlo. Non sono un autore; semplicemente, capita di dover memorizzare una qualche emozione o c'è forse la voglia di scrivere… non so. Questa è nata in mezzora. Eravamo in saletta (col vecchio gruppo) e si facevano solo cover. Per scherzo abbiamo pensato di scrivere un pezzo, così, mentre gl'altri sistemavano le parti strumentali delle cover che stavamo preparando, io mi sono messo in un angolo zitto zitto e a fine serata eravamo presi benissimo e così è nata 20mq. Non è comunque il primo testo che ho scritto e nemmeno l'ultimo. Ce ne sono altri che aspettano la musica di Fabietto : -)

5. Ora parliamo soprattutto della musica: un duro lavoro questa lunga gestazione del disco. Special guest, un leggero showgaze e tanto prog vivace.Fabio, che spirito ha avuto tutta questa perizia negli arrangiamenti?

BRUNO: Crediamo molto in questo album, soprattutto nel modo in cui è nato, nei testi e anche nelle varie critiche ricevute. Due anni di lungo lavoro presentato in anteprima nei nostri live e soprattutto un lavoro, che ci ha permesso di essere sempre protagonisti nei concorsi e nei concerti, quasi 100. Fabio è la chiave di tutto il CD: sua la creazione della musica e suo gran parte del lavoro sugli arrangiamenti, anche se poi tutto prende vita all'interno della Roccaforte, dove ogni membro del gruppo ha lasciato comunque il proprio segno. La partecipazione di musicisti esterni, ha dato una particolare spinta qualitativa all'Album.
FABIO: diciamo che è stato bellissimo mediare i vari gusti musicali dei miei colleghi (dal pop al trash metal...) e cercare di rendere l'album molto vario, in questo disco si sentono molte influenze derivate dai diversi gusti musicali dei 5 musicisti!il lavoro duro è stato amalgamare tutto e poi incidere e mixare il tutto cercando di sembrare il più professionali possibile, nonostante l'attrezzatura da home recording.

6. Di certo balza subito all'occhio,cambiare vocalist è stato un senso di svolta anche nello spessore del suono. Lo possiamo definire un work in progress che è nato da una complicità del vostro nuovo equilibrio o è stato l'input per abbattere un freno inibitorio che in Parole Mai Dette non lasciava venir fuori tutto il vostro spirito?

ANDREA: Secondo me la forza del gruppo è il fatto di non avere uno stile etichettabile. C'è molta differenza di gusti e di età e insomma… i complimenti fan sempre piacere
BRUNO: L'arrivo di Andrea è stato per noi il tassello mancante per completare il nostro stile. "Parole mai dette" ha anche pezzi aggressivi, come Giubbotto in pelle nera, Vai, Ritratto di te, ma purtroppo la linea vocale di allora tendeva a "commercializzare" troppo i pezzi, non permettendo di effettuare arrangiamenti come per "Per volontà del Re"
SIMONE: Indubbiamente la voce in un gruppo musicale ha sempre un grosso spessore. Indipendentemente dal genere interpretato può cambiare parecchio "la linea" di un gruppo. Sicuramente la voce di Andrea è più "rock" di quella di Simone (il nostro vecchio cantante), di conseguenza i pezzi del nostro 2° CD appaiono un poco più "cattivi" di quelli del precedente ma è sempre la melodia a farla da padrone. Per quanto mi riguarda comunque, in "Parole Mai Dette" non c'era nessun freno inibitore. Semplicemente in quel momento suonavamo quei pezzi in quella maniera! Poi ci sono stati i naturali sviluppi. Chissà magari nel nostro 3° CD ci saranno ulteriori sviluppi!!!!!
FABIO: da parole mai dette è cambiato veramente tutto; si era gia deciso di fare una svolta, poi l'arrivo di Andrea ci ha sicuramente permesso di fare esattamente quello che avevamo in mente, essendo la sua voce perfetta per noi... inoltre il suo inserimento ha portato anche una grande collaborazione nella gestione del gruppo e una grande amicizia!

7.Per Volontà Del Re è come un disco che "fa subito casa". La sua esigenza di comunicazione già respirava nella vostra dimensione live del 2007 con brani come Africa e Bambino. Oggi che effetto fa percepirli nella pienezza della loro realizzazione in studio?

ANDREA: Dopo una lunga pausa, visto il periodo stressante che ha preceduto la chiusura dei lavori e del master, mi sono messo sulla poltrona e ho provato ad ascoltare il risultato… Se devo proprio dirla tutta, sarò schifosamente pignolo io, ma mi è difficile esser soddisfatto. Non lo sono mai con niente, però è una gran bella emozione. Se mi fermo poi a pensare con quali mezzi si è arrivati a questo, beh… Fabio è stato indispensabile e un applauso anche a tutti gl'altri, me compreso!
BRUNO: Africa e Bambino scritti da me, mi sono particolarmente cari: quando li ascolto o li suoniamo mi viene la "pelle d'oca", ecco forse con questa espressione ho detto tutto. Inoltre, la versione acustica di Bambino, realizzata quasi completamente da musicisti esterni, suona come una preghiera e questo amplifica il contenuto della canzone.
SIMONE: Fa sicuramente un bell'effetto !!! . A parte la banalità di questa frase si può aggiungere che finalmente anche questi 2 pezzi hanno raggiunto la completezza che mancava! Ora possiamo ascoltare sia la versione "live" che la versione "studio".
FABIO: ERA ORA!!! abbiamo cercato di far rivivere il più possibile il calore dei live nella registrazione in studio visto che era gia da un po' che questi pezzi venivano suonati dal vivo.

8. Concludiamo con un omaggio alla vostra terra, al Monferrato: oggi più che mai con il boom di MySpace la musica di tutta Italia è in vetrina in tutte le sue sfumature. Anche il territorio influenza. Che atmosfera,quale laboratorio musicale,quali influenze si respirano nella vostra zona?

ANDREA: Spero che questa gigantesca vetrina, possa regalare più ispirazione per i nuovi gruppi come il nostro. Spesso ascolto fotocopie dei soliti big del momento: troppi cloni. Il territorio influenza poco secondo me. Le persone, i musicisti e la musica, penso siano più influenzati dai media e da quello che passa la radio o da quello che fa più tendenza e così spariscono i generi e le mode e poi rispuntano. Sono comunque sempre contento quando mi imbatto in artisti originali, che preservano una propria identità. La musica è Arte e come tale merita tutto il dovuto rispetto.
BRUNO: Purtroppo penso che il problema non sia rinchiuso nel Monferrato ma a livello Nazionale. Se suoni musica inedita, quindi pezzi tuoi che pochi conoscono, difficilmente trovi spazi e per trovarli devi sgomitare molto. Noto con grande dispiacere che le nuove generazioni, preferiscono ballare sui tavoli o attorno ad un palo sentendo suonare un DJ che mette musica tecno, ecc, ecc...e spesso quando si trovano una band che suona su un palco e vibrano delle corde e delle pelli di tamburo, scappano via, seccati, fuori dal locale, a fumare una sigaretta. E' veramente triste, se non sei super affermato la realtà è molto dura e i locali non danno grandi aiuti. Ho viaggiato parecchio per il mondo e proprio quest'estate negli U.S.A., abbiamo distribuito dei Demo del nostro Album. Posso garantire che la gente apprezzava e in un caso straordinario, il CD regalato al tizio del bancone, dopo pochi minuti suonava all'Hard Rock Cafè di Las Vegas. Questa la dice lunga.
SIMONE: Nella nostra zona (così come spero in tutte le altre parti d'Italia) ci sono molti ragazzi che suonano, forse non ci sono abbastanza locali per esibirsi! Personalmente preferirei avere vicino casa mia più locali dove si suona dal vivo mentre il più delle volte mi tocca fare decine e decine di chilometri. Paradossalmente si può dire che qui nel Monferrato ci sono molti buoni musicisti che non vedrò mai! Bisognerebbe valorizzare di più l'impegno di tante persone come noi, indipendentemente dal genere musicale che ciascuno intende eseguire. Spero tanto che in futuro le cose vadano meglio soprattutto per chi crede che suonare uno strumento sia più interessante che guardare un disc-jockey mettere dei cd in un lettore…..
FABIO: purtroppo nella nostra zona suonare musica inedita è molto difficoltoso; si fa grande fatica e si accettano molti compromessi pur di stare su di un palco per magari 20 minuti... E ai locali non piace rischiare di non avere gente e ai ragazzi ormai sembra che piacciano solo porcherie da discoteca. Purtroppo manca la cultura musicale che negli anni 70 aveva fatto nascere tutti i più grandi gruppi rock esistenti, che al giorno d'oggi non troverebbero spazio per nascere. La situazione è molto triste.
N.B.Per questa intervista ringrazio tantissimo i Roccaforte, in particolare anche il nuovo arrivato, Michele Serra alla tastiera, che proprio perché "new entry" non se l'è sentita di prendere parte all'intervista dato il suo arrivo dopo la stesura dei pezzi. Nessun problema,Michele, ci rifaremo la prossima volta!

LINK
www.roccaforte.it www.myspace.com/roccaforte