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venerdì 6 novembre 2009

Ma la rete in Italia è malata, parte 2

Neanche troppi mesi fa avevo pubblicato un articolo, letto su Focus, sulla situazione delle RETE in Italia (leggi articolo).

Ieri leggevo questo articolo, da La Repubblica on line 5 novembre 2009

Banda larga, nuovo stop"I soldi alla fine della crisi"

IL governo ha distrutto le speranze di avere, in breve tempo, internet banda larga per tutti gli italiani. L'annuncio è arrivato ieri da Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: "I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi". Si riferisce agli 800 milioni che il governo aveva promesso di dare da mesi nell'ambito di un progetto da 1,47 miliardi di euro: il cosiddetto "piano Romani" - da Paolo Romani, viceministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni. Era un piano per portare la banda larga 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012, e almeno i 2 Megabit alla parte restante. Un piano di livello base, per risolvere i nodi più stringenti della nostra rete, afflitta da problemi di copertura (il 12% degli italiani non può avere nemmeno i 2 Megabit) e da una crescente saturazione che rallenta le connessioni degli utenti. Con il piano Romani il governo rinunciava nell'immediato, invece di occuparsi del futuro della nuova rete. A differenza di altri Paesi europei, dove ci sono da anni piani nazionali per portare banda larghissima a 50-100 Megabit. Al 75% delle case entro il 2014 in Germania; a 4 milioni di case nel 2012 in Francia (che investirà 10 miliardi di euro). Eppure, a quanto pare, anche questo piano minimo ha avuto un intoppo....... (continua)

INOLTRE dal blog di Beppe Grillo
ITALIA AL 49° POSTO PER LA LIBERTA' D'INFORMAZIONE
L'Italia è ultima in qualunque classifica di diffusione della Rete. L'Italia è al 49simo posto per la libertà di informazione. Ci sarà una relazione? La Rete è un raggio di luce nel buio in cui è sprofondato il nostro Paese. Va spenta. Non passa giorno che non vi siano tentativi di chiudere la bocca a questo o a quel blogger. Insieme alle proposte di legge arrivano denunce e sequestri.

mercoledì 24 giugno 2009

Ma in Italia la rete è malata (parte 1)

A volte penso quanto la tecnologia abbia cambiato il nostro modo di vivere. Avendo avuto occasione di viaggiare molto mi sono accorto che l'Italia, comunque, è molto indietro rispetto agli altri paesi "tecnologicamente avanzati" e leggendo questo articolo ci sono ulteriori conferme che il nostro sistema politico è un freno in tutto, altro che libertà di comunicazione.


Articolo tratto da Focus N°201 luglio 2009, pag.50.

Investimenti ridotti, cavi vulnerabili e mercato ingessato: ecco i mali del nostro web. La provincia di Milano ha trovato un'alternativa: le fogne ......

Internet è un pezzo importante del nostro futuro. Se un Paese riesce a dotarsi di infrastrutture capace di dare a tutti un accesso al Web rapido, efficiente e a basso costo, avrà benefici nell'economia, nella qualità del lavoro e della vita. Eppure, la rete italiana è inadeguata, arretrata rispetto a quella di altri Paesi (per numero di utenti siamo al 29° posto, a pari merito con la Repubblica Ceca) e per di più destinata a perdere rapidamente qualità. E' come se fosse malata di osteoporosi: lo spiega, in un rapporto di marzo 2009 sulla politica industriale della rete, Francesco Caio, ingegnere delle telecomunicazioni e consulente del governo italiano, citando una ricerca di Nemertes (società Usa che svolge ricerche indipendenti sulle reti di telecomunicazioni) del novembre 2007.

Con le ossa rotta

Questo avviene perché, invece di privilegiare gli interessi del Paese, il governo difende quelli di pochi gruppi: lobby degli scavatori, società di telefonia, produttori di sistemi arretrati. Tutto questo mentre soluzioni poco costose, più semplici ed efficaci, come il WiMax, sono ferme al palo. Le pubblicità di chi vende connessioni e contenuti (telecom, tiscali, fatweb, infostrada, vodafone,. ..) a consumatori ed aziende parlano di connettività veloce, efficiente e a basso costo. La realtà, però, è diversa: paghiamo canoni, tariffe più elevate rispetto alla media europea, sopportiamo il peso di investimenti pubblici e abbiamo una rete lenta e vecchia. 12 italiani su 100 (7 milioni e mezzo di persone, soprattutto nei piccoli comuni) sono o totalmente esclusi da banda larga, o possono contare solo su connessioni a velocità inferiori a 1 mega bit al secondo: inadatte, per esempio, a guardare un video o telefonare (gratis) on line. Riportando lo studio di Nemertes, Caio scrive che "come l'osteoporosi, il sotto investimento nella rete eroderà giorno per giorno e senza strappi percepibili la competitività del Paese". La rete è uno scheletro malato: le ossa stanno perdendo resistenza, fino a quando si spezzeranno..
L'articolo, molto interessante, continua nei sottotitoli:
  • Questioni matematiche
  • Le colpe degli scavi
  • Arriva "caccaweb" (una soluzione di far passare i cavi a fibre ottiche nelle fognature già esistenti, Milano la prima città
  • Dal pozzetto alla casa
  • Ma che fine ha fatto il WiMax? Una partenza lenta

Io mi fermo qui, penso di averne già avuto abbastanza. Senza nessun riferimento politico, ma prima di ponti o tunnel, prima di inoltrare e sperperare soldi in grandi opere pressoché inutili forse sarebbe il caso di livellarci con il resto del mondo. Nel mio paesello con la rete mobile TIM NON HO SEGNALE, devo spostarmi e salire la collina (giugno 2009). Per fortuna in rete si viaggia a 800 Kbps, non eccessiva ma sufficiente.