Da: La Casta
Di: Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella (prima edizione maggio 2007)
Capitolo 11 "Meglio a noi che a Madre Teresa". Più sconti fiscali per le donazioni ai partiti che ai bimbi lebbrosi
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Dice la legge che "le erogazioni liberali in denaro" a organizzazioni, enti, associazioni Onlus (cioè non lucrative di utilità sociale) si possono detrarre dalle imposte per il 19% fino a un tetto massimo di 2065 euro e 83 centesimi. Tetto che per i finanziamenti politici è cinquanta volte più alto: 103.000 euro.
Facciamo un esempio?
Prendiamo un imprenditore con moglie, due figli, un reddito tondo tondo di un milione di euro all'anno e 423.170 euro di imposte da pagare. Se dona 100.000 euro a una onlus (per dire, una comunità di disabili o i bimbi lebbrosi di Madre Teresa di Calcutta) va a pagare tasse per 422.777 euro con un risparmio di 393 euro. Se invece versa un contributo di 100.000 euro a un partito va a pagare di Irpef 404.170 euro, con un risparmio di 19.000 euro tondi tondi.
Riassumendo: a dare una mano a chi dedica la vita ad alleviare il dolore vi avanzano i soldi per un masterizzatore. A ingraziarsi la simpatia di una giunta o di una segreteria che possono venire utili per gli affari, risparmi quanto basta per andare in crociera in otto, con moglie, figli, genitori e suoceri a Tahiti e Bora Bora.
Va de se che, con regole cosi, un mucchio di imprenditori, soprattutto quelli che sapevano di avere bisogno, spesso o saltuariamente, di un "aiutino" hanno distribuito per anni contributi e omaggi e regalie varie.