venerdì 3 ottobre 2008

Riflessione

La natura ci insegna che troppi capi branco non vanno bene.

Immagine tratta da "Il Re Leone" Disney

Fra le tante cagate che ricevo via mail, catene maledette, pubblicità porno, acquisti di oggetti su ebay da pagare, codici di carta di credito copiate (ormai anche mia mamma che sfiora i 70 anni mi dice: ”occhio agli spam”) … ogni tanto ne arriva qualcuna bellissima (e fanno pensare mooolto):

Italia - Giappone, Gara di Canoa

Una società italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini. Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivò il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un chilometro. Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra. Il top management decise che si sarebbe dovuto vincere l'anno successivo e mise in piedi un gruppo di progetto per investigare il problema. Il gruppo di progetto scoprì dopo molte analisi che i giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che remava e sette che comandavano. In questa situazione di crisi il management dette una chiara prova di capacità gestionale: ingaggiò immediatamente una società di consulenza per investigare la struttura della squadra italiana. Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla conclusione che nella squadra c'erano troppe persone a comandare e troppe poche a remare. Con il supporto del rapporto degli esperti fu deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra. Ora ci sarebbero stati quattro comandanti, due supervisori dei comandanti, un capo dei supervisori e uno ai remi. Inoltre si introdusse una serie di punti per motivare il rematore: "Dobbiamo ampliare il suo ambito lavorativo e dargli più responsabilità". L'anno dopo i giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri. La società italiana licenziò immediatamente il rematore a causa degli scarsi risultati ottenuti sul lavoro, ma nonostante ciò pagò un bonus al gruppo di comando come ricompensa per il grande impegno che la squadra aveva dimostrato. La società di consulenza preparò una nuova analisi, dove si dimostrò che era stata scelta la giusta tattica, che anche la motivazione era buona, ma che il materiale usato doveva essere migliorato. Al momento la squadra italiana è impegnata a progettare una nuova canoa.

10 commenti:

Pellescura ha detto...

Ma non eravamo un popolo di santi poeti e...rematori?, anzi rematore?:-)

Blogger ha detto...

Bruno, sei pagato dalla Gelmini?
Non mi convincerai mai che è giusto il maestro unico, queste metafore sono più subdole dei miei post.
A presto
Dario
ITALY ITALIA

Bruno ha detto...

@ pelle
si si lo eravamo...... :-))

@ blogger
no no non mi riferivo a quello ma magari dove oggi sono in 600 e ne basterebbero solo, che ne so, meno della metà......
o magari che ne dici dei mega super amministratori galattici che mandano dal culo multinazionali, compagnie aeree e vengono premiati con buonuscite da record? che ne dici di enti pubblici con un impiegato per ogni cittadino?
Dai pero' devi ammettere che leggendo i tuoi post sto imparando bene, sei d'accordo? :-))

sergentehartman ha detto...

Trista realtà. Buon week end Roccafortini assortiti.

fabiojoe ha detto...

VERAMENTE MOLTO MOLTO BELLA!!!!!!!
nella mia fabbrica non è che le cose siamo molto diverse!

Bori ha detto...

quando si dice che l'intelligenza è un arte...good night!!! xD

Desy ha detto...

Ciao a tutti carissimi e buona domenica!!

3my78 ha detto...

Geniale questo articolo...ironicamente fa capire tante (troppe!!!) cose eheheh

il_MaRtELLo_di_LuCiFeRo ha detto...

Secondo me la canoa dei giapponesi ha vinto perchè loro sono più piccoli e pesano di meno degli italiani!!!! ah ahahha!!! ciaaauuuuuuuu

Maurizio ha detto...

Di recente uno dei miei diretti superiori mi ha detto: sai qual'è un segreto che ti porta a raccogliere soddisfazioni anche quando lavori nella confusione più totale, o quando vivi in mezzo a persone che hanno come unico obiettivo quello di sotterrarti per emergere? Anticipa i tempi... se hai un'idea, o un progetto, buttala giù.. non aspettare di svilupparla quando ti verrà richiesto.. fallo subito.. metti nero su bianco e lavoraci, come se stessi per realizzarlo.. al momento opportuno, avrai già bello e pronto qualcosa che dovrai solo applicare alla realtà di quel momento...
Ci ho pensato, e sono arrivato alla conclusione che forse questa regola vale un pò per tutto nella vita... e che riuscire a prendere l'iniziativa mettendo a frutto le nostre potenzialità, senza aspettare che ci venga chiesto di farlo.. è già un grande traguardo...
A presto